Chopin era assolutamente eccezionale nel condensare e sintetizzare sentimenti e passioni anche complessi, in composizioni relativamente brevi. I suoi Notturni ne sono un esempio di eccezionale qualità; essi si prestano in modo particolare ad un accostamento del suo animo tipicamente poetico e romantico, sognante ed imprevedibile, con slanci emotivi che gli consentivano di esprimere pienamente se stesso, estasiando i suoi ascoltatori.
Chopin non componeva per soddisfare il gusto del pubblico, spesso raccolto nei salotti dell'aristocrazia parigina, bensi per se stesso, per un'intima necessità di esprimere un sentimento dando vita ad un raffinatissimo e personalissimo stile pianistico.
Quando una melodia scaturisce direttamente dal cuore, risulta inevitabilmente in una moltitudine di sfumature, piccole particolarità del "tocco", lievi differenze espressive. Spesso nella sua musica nasce un dialogo, bisogna viverlo intimamente e seguirlo sino in fondo, osservando i numerosi cambi di stato d'animo .... da un sentimento ne scaturiscono altri, spesso contrastanti; questo è il segreto della forza espressiva di Chopin.
Un'altra considerazione interessante nasce osservando i suoi "pedali originali" talvolta realizzabili solo adottando sonorità eccezionalmente delicate; spesso un gioco fra il "piano" ed il "pianissimo" ... solo un poco più forte e l'incanto è perduto.
Creando un felice rapporto tra l'accompagnamento ed il canto è possibile suonare molto "piano", anche in grandi teatri e Chopin, talvolta criticato per mancare robuste sonorità, in quest'arte era probabilmente il più grande maestro.
È possibile annunciare una melodia con coraggio, cantare una piacevole e dolce frase musicale sussurrando un piccolo segreto, ma è anche possibile "urlare sottovoce" come lui stesso affermava.
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